Abstract

Chi investe in impianti fotovoltaici deve conoscere le diverse regole di ammortamento, che variano in base alla dimensione e alla tipologia dell’impianto, influenzando diversamente il bilancio aziendale.

Per individuare la corretta modalità di iscrizione in bilancio degli impianti fotovoltaici, occorre far riferimento i principi contabili italiani (OIC), che prevedono un trattamento contabile differente a seconda della taglia e tipologia dell’impianto.

Secondo lo standard settler di riferimento (Principio contabile OIC 16), gli impianti fotovoltaici, strumentali all’esercizio dell’attività di impresa, trattandosi di beni tangibili ad uso durevole e dotati, quindi, di utilità pluriennale, devono essere iscritti nel bilancio d’esercizio nelle immobilizzazioni materiali di Stato Patrimoniale.

Dall’iscrizione dell’impianto fotovoltaico nelle immobilizzazioni materiali consegue l’avvio del processo di ammortamento, che presuppone la ripartizione sistematica del costo dell’impianto di produzione, in ogni esercizio, in relazione alla sua residua possibilità di utilizzazione

A seconda della tipologia di impianto fotovoltaico realizzato (integrato o non integrato) cambia il trattamento contabile previsto. Per gli impianti posizionati su coperture di edifici e strutture commerciali (integrati), è previsto che questi siano rilevati unitamente al bene principale nell’attivo dello stato patrimoniale (Voce B.II.1 – Terreni e fabbricati), ma saranno assoggettati a regole di ammortamento differenti, a seconda della taglia e tipologia dell’impianto. In particolare, gli impianti di grandi dimensioni che producono energia destinata alla vendita a terzi (e non all’autoconsumo aziendale) devono essere sottoposti autonomamente ad ammortamento, in funzione della vita utile propria, come prescritto dal principio contabile OIC 16, in applicazione del component approach.  Diversamente, i costi sostenuti per la realizzazione di impianti di dimensioni e potenza ridotta, che producono energia per l’autoconsumo aziendale, possono essere capitalizzati (ad incremento dell’unità immobiliare su cui sono integrati) e ammortizzati sulla base della vita utile residua del fabbricato sui cui sono stati installati.

Diversamente, gli impianti non integrati a coperture e lastrici solari (c.d. “imbullonati”) sono iscritti nella voce “B.II.2 – Impianti e macchinari” dell’attivo dello Stato patrimoniale e ammortizzati in funzione della loro vita utile.

Domus Solaris assiste le imprese in tutte le fasi di realizzazione dell’impianto fotovoltaico, offrendo le migliori soluzioni di investimento in impianti di produzione, tenuto conto delle rappresentazioni contabili offerte dal legislatore.

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Mauro Muraca

Dottore Commercialista in Bergamo

Tesoriere –  CER “MY SOLARIS”